spacer.png, 0 kB

Sono stati convocati per i giorni di domenica 13 e lunedì 14 aprile 2008, i comizi elettorali per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica e per la elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale di Castilenti. ...>

 

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow Arte e Cultura
Arte e Cultura

 

Chiesa e convento di Santa Maria di Monte Uliveto

Chiesa e Convento
Su una collinetta, non lontano dall'abitato, si trovano la Chiesa ed il Convento. Edificato nel XVI secolo con chiostro interno formato da 12 colonne e completamente affrescato con scene della vita della Madonna dal pittore Sebastiano Majesky. La piccola chiesa annessa ha una sola navata e presenta un bel soffitto ligneo dipinto con atrio esterno formato da tre grandi archi a tutto sesto e portale decorato da una lunetta affrescata con figure di Madonna con Bambino tra S. Francesco e S. Berardino.


Via Crucis

Lungo la stradina di accesso alla Chiesa di Santa Maria di Monte Uliveto si può ammirare un'artistica "Via Crucis" articolata in una serie di pannelli bronzei di grandi dimensioni






Chiesa parrocchiale

Dedicata a Santa Vittoria, risale al quattordicesimo secolo (risulta che esistesse prima del 1324). Attualmente inagibile, presenta un interno a croce, con decorazioni a stucco e numerose colonne.


Chiesa di San Rocco

Recentemente restaurata e riaperta al culto, presenta una interessante facciata. L’attuale assetto interno mostra un tetto in legno e, tra il rinnovato arredo, spicca una grande Croce 


Palazzo De Sterlich

Edificato probabilmente nel sedicesimo secolo, inglobando i resti di una struttura fortificata. Circondato da un cortile pavimentato in “opus spicatum”, presenta diverse stanze disposte su due piani. Nel salone interno del pianterreno è visibile lo stella gentilizio. Fu la residenza dei De Sterlich, baroni di Castilenti, ai quali il paese apparteneva in feudo prima del 1472 (attualmente interessata a lavori di recupero e restauro conservativo)


CalanchiFontana Vecchia

Fuori dal paese, In contrada Fonte, sotto al paese, c'è un'antica fontana con grande arco in mattoni decorato da più cornici databile al cinquecento; ai lati dell’arco sono due lastre in pietra bianca con raffigurazione di delfino attorcigliato ad un tridente; nell’interno un mascherone da cui fuoriesce acqua.

I CALANCHI

Nella zona nord a ridosso dell’abitato di Villa San Romualdo troviamo “I Calanchi”. Veri monumenti architettonici della natura che assumono nel colore e nella struttura le forme di “Gobbe di Cammelli”. Ricordano i paesaggi dell’altopiano turco della Cappadocia, dove l’erosione eolica ha creato nei millenni un’infinita serie di immagini e figure fantastiche.




Le pinciare

Case di poveri contadini costruite interamente con terra impastata in paglia. Uniche testimonianze di un epoca destinata a resistere al progresso civile e sociale in Abruzzo.


Ceppo RomanoIl cippo romano

Nello scenario naturale del paesaggio castilentese, nel contesto storico di un’epoca di trapasso, mentre irrompevano i popoli barbarici, si colloca un rocchio di pietra miliare chiamato “Cippo Romano”.

Da quando è stato ritrovato , preso in esame, decifrato e studiato, esso getta un vivo sprazzo di luce nella storia castilentese, mentre nel suo muto linguaggio rivela l’attenzione di Roma per questa terra chiamata a svolgere a sutura geologica ed etnica la naturale difesa tra l’agro atriano e vestino.

Cippo miliaro o cippo onorario della teocrazia imperiale romana a baluardo della via romana che collegava “Hatria e Pinna”, parla dei tre imperatori Flavii (Valentiniano padre; Graziano figlio e Valente fratello del primo) che dal 364 al 376 ressero l’impero d’occidente e d’oriente, restaurando con imprese molteplici e colossali la dignità romana e quella degli “Augusti”.


Il TOMMOLLO

A Castilenti c’era un’antica misura di agri (circa 40 litri) scavata in un grosso parallelepipedo di pietra chiamata “Tòmolo”. Oltre a misurare granaglie e simili esso serviva anche ad altro scopo. Il debitore insolvente per sdebitarsi pubblicamente si sedeva sulla pietra in pubblica piazza davanti al popolo. Questo significava perdita della faccia, della stima e di ogni altra fiducia sociale e morale

 
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB